Economia/Territorio

Saldi invernali: nessuna follia. Indagine della Confcommercio

Dopo una partenza in salita i saldi si sono assestati su un andamento discreto in regione, soprattutto se letto alla luce della crisi economica che si auspica ci si stia lasciando alle spalle, mentre la dinamica appare più debole nella nostra provincia. E’ quanto emerge dalla consueta indagine di Confcommercio sull’andamento dei saldi invernali.

Grafico della spesa dei reggiani per i saldi invernali

Grafico della spesa dei reggiani per i saldi invernali

In base alla rilevazione, rispetto allo scorso anno la spesa nei saldi invernali è risultata stabile per il 45,9% degli operatori emiliano-romagnoli intervistati, aumentata per il 18,5% e diminuita per il 35,6%. Nella nostra provincia i risultati registrano, invece, un minor dinamismo: le vendite sono rimaste stabili per il 36% degli operatori reggiani, in crescita per il 14% e in calo per il 50%.
“I dati dei saldi –commenta il direttore provinciale Confcommercio Pier Paolo Occhiali – confermano la scelta da parte delle famiglie di differenziare per quanto possibile gli acquisti, posticipandone alcuni per trovare occasioni di maggior convenienza e risparmio. E’ naturale che in una fase di faticosa uscita dalla crisi il prezzo rappresenti un fattore spesso determinante nell’orientamento agli acquisti, anche se l’attenzione al prezzo non può e non deve oscurare la qualità dei prodotti, che resta il valore principale e distintivo del nostro commercio”.

Prodotti che hanno registrato la vendita maggiore

I prodotti che in regione hanno registrato i maggiori aumenti di vendita sono quelli di marca posizionati su una fascia media di prezzo, segnalati dal 43% delle imprese emiliano romagnole, mentre le vendite di prodotti di fascia alta hanno subito una contrazione, eccezion fatta per alcune merceologie, in particolare l’abbigliamento per l’infanzia. Leggermente diversa la situazione nella nostra provincia, dove i prodotti che registrano i maggiori aumenti di vendite sono quelli di marca di fascia alta, segnalati dal 36% delle imprese reggiane intervistate, seguiti da quelli di marca di fascia media, segnalati dal 29% di esse.
Tra i prodotti più venduti troviamo maglie, maglioni e capispalla, complice il clima rigido che ha caratterizzato le ultime settimane delle vendite di fine stagione. Tiene la spesa in saldo, che in regione si attesta in media attorno ai 95 euro per negozio (90 euro a Reggio Emilia).

Incidenza dei saldi sul fatturato annuo

Particolare attenzione va dedicata al peso dei saldi sul fatturato complessivo aziendale. Secondo l’indagine infatti, per l’86% degli operatori reggiani intervistati le vendite in saldo incidono tra il 10% e il 30% del fatturato totale del negozio, con evidenti riflessi sulla redditività dell’impresa. “Questo dato dimostra come i saldi siano ancora in molti casi una ventata di ossigeno per il commercio –sottolinea il presidente provinciale Confcommercio Donatella Prampolini Manzini– ma evidenziano anche la criticità che tante imprese del settore stanno vivendo e la necessità di politiche mirate di valorizzazione e sostegno al settore”.
Dall’indagine emerge infine la perplessità degli operatori rispetto alla compresenza del sistema dei saldi e delle vendite promozionali che, se non opportunamente coordinati, rischiano di trasformarsi da opportunità a criticità per il settore. “La normativa sui saldi – conclude Donatella Prampolini Manzini– sta dimostrando tutti i propri limiti: è necessaria una sua revisione alla luce delle esigenze delle imprese e per una maggior chiarezza nei confronti dei consumatori”.

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