Economia/Territorio - Manifatturiero e costruzioni

Industriali Reggio Emilia: Indagine congiunturale rapida relativa al secondo trimestre 2010

Nel secondo trimestre 2010 si è registrato un incremento della produzione industriale; tuttavia, resta ampio il divario rispetto ai livelli di produzione precedenti la crisi. L’occupazione continua a rappresentare un punto critico. Le aspettative per il prossimo trimestre risentono del permanere di incertezze sul quadro economico generale.

Dopo il primo segnale di svolta nel ciclo congiunturale emerso in provincia di Reggio Emilia alla fine del 2009 e l’ulteriore progresso acquisito nei primi tre mesi del 2010, il secondo trimestre dell’anno in corso è stato caratterizzato da un netto rilancio dell’attività produttiva. I dati dell’indagine trimestrale condotta dall’Ufficio Studi di Assindustria evidenziano un incremento tendenziale della produzione industriale del 14,5%, anche se si deve tener conto che il confronto è con il secondo trimestre del 2009, cioè con un periodo di massima intensità della recessione.

Il recupero della produzione industriale ha interessato la maggioranza dei settori merceologici, soprattutto nelle filiere di beni intermedi e nelle produzioni più sensibili al risveglio della domanda internazionale, ma resta ampia la distanza dai livelli di produzione antecedenti allo scoppio della crisi. La ripresa economica ha coinvolto con diversa intensità le imprese, in misura proporzionale alla tipologia dimensionale.

Nel secondo trimestre, il fatturato totale è risultato in recupero: la variazione su base annua ha raggiunto il 9,0%. La ripresa è confermata dai buoni risultati delle vendite e dalla crescente esigenza di ricostituire le scorte di magazzino. La dinamica delle vendite sul mercato interno (+3,0%) è meno brillante rispetto all’andamento del fatturato estero (+11,9%).

L’andamento del portafoglio ordini ricalca quanto già evidenziato sotto il profilo della produzione, con una crescita più accentuata sul mercato estero (+13,2% la variazione tendenziale) che su quello interno anche se qualche accenno di decelerazione della loro dinamica non consente di escludere un’evoluzione meno lineare del ciclo nei prossimi trimestri. Del resto, gli elementi di incertezza sulla dinamica del quadro economico globale non sono scomparsi e un ripiegamento della congiuntura internazionale non è escluso come ha recentemente rilevato il Centro Studi Confindustria.

Resta negativo il quadro occupazionale che risente della debolezza del quadro congiunturale, anche su questo terreno gli ultimi tre mesi hanno fatto registrare una progressiva stabilizzazione. Ma il calo di addetti è ancora in corso secondo una tendenza di lungo periodo. L’esigenza immediata per le imprese è il recupero di produttività e di competitività e il riassorbimento della manodopera sospesa o in esubero avverrà con gradualità e in funzione di livelli di capacità produttiva non ancora assestati.

I prossimi mesi si delineano di assestamento. E’ presumibile che la ripresa non avvenga secondo un percorso lineare di continua crescita, ma che a momenti di recupero si alternino fasi meno dinamiche di rallentamento.

Con riferimento al terzo trimestre 2010, il 20,0% delle imprese intervistate prevede un mantenimento degli attuali livelli produttivi, ma il 51% teme un peggioramento e il 29% pensa che ci sarà un incremento nella produzione. Orientato alla stabilità invece il portafoglio ordini delle imprese: il 51,2% delle imprese del campione segnala una situazione di continuità negli ordini con il trimestre precedente, il 25,4% un miglioramento e il 23,4% ancora peggioramenti. Sono gli ordini esteri a trainare la ripresa degli ordinativi, a conferma del fatto che i consumi nel mercato interno sono ancora frenati, mentre sono in crescita all’estero, in particolare nei mercati emergenti. Sull’occupazione prevalgono ancora le prospettive negative ma con un’attenuazione della tendenza.

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