Coesione sociale

Area Nord: infrastrutture, servizi e connessioni

Sono stati presentati i primi risultati dei gruppi di lavoro (Energia rinnovabile, Educazione, Meccatronica) annunciati durante gli Stati Generali del Comune di Reggio Emilia per lo sviluppo sostenibile dell’Area Nord.

Sono ora in corso le valutazioni su fattibilità di progetto e redazione del piano economico finanziario. Il lavoro dei Gruppi è orientato a un modello di sviluppo basato su economia della conoscenza e innovazione, che individua nell’Area nord della città una grande risorsa territoriale al servizio di questa visione strategica.

Gruppo di progetto Energie rinnovabili – Edilizia sostenibile

Responsabile del gruppo di lavoro: Andrea Viero, direttore generale di Iren

Iren ha effettuato un’analisi preliminare delle possibilità offerte dal territorio della provincia di Reggio Emilia per la realizzazione di progetti coerenti con la missione del Gruppo di lavoro e ha di seguito avviato contatti informali con numerose aziende e realtà del territorio (Camera di commercio, Metasystem, Landi Renzo, Beghelli, Crpa, Aster) e ha ultimato un primo set di proposte progettuali.

Fase 1 – La ricognizione delle competenze distintive interne al Gruppo Iren e, soprattutto, nell’ambito del tessuto imprenditoriale e scientifico dell’area Reggiana, ha confermato l’intuizione originaria del progetto: da un lato la presenza, nell’ambito della ricerca di base, di consolidate conoscenze nel settore dei materiali e dell’energia; dall’altro una lunga, solida e qualificata tradizione nel settore dei servizi pubblici, dell’edilizia e della meccanica.
Fase 2 – L’analisi ragionata dei vantaggi competitivi e delle opportunità di sviluppo ha permesso al Gruppo di Lavoro di individuare da un lato i primi filoni di ricerca ed investimento nel settore energie rinnovabili (biomasse, biogas, fotovoltaico, eolico), dall’altro di focalizzarsi in tre ambiti applicativi fondamentali, in coerenza con le competenze distintive dell’area Reggiana (Domotica, Mobilità sostenibile, Bioedilizia).
Progetti presentati relativamente allo sviluppo della competenza distintiva
Per quanto riguarda la ricerca e l’investimento nelle tecnologie rinnovabili si è giunti, in questa prima fase, sino all’individuazione dei target potenziali, in termini di potenza installata come di seguito indicato:

Con riferimento invece agli ambiti applicativi, lo stato di avanzamento delle proposte è il seguente:

Progetto 1 Domotica
Gli edifici rispecchiano l’immagine di innovazione della città ed Iren propone per l’Area Nord un progetto che tenga insieme la qualità dell’abitare e il risparmio di consumi energetici(bioedilizia e demotica). La società Iren Rinnovabili intende sviluppare e commercializzare sul mercato un sistema completamente automatizzato finalizzato alla gestione globale dei costumi degli edifici integrandosi con le produzioni domestiche di solare termico e fotovoltaico.

Progetto 2 Bioedilizia
Il progetto prevede l’integrazione delle conoscenze nel campo della ricerca dei materiali, della progettazione e della costruzione, con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza energetica, coniugandola con la velocità e l’economicità dell’investimento edilizio.

Progetto 3 Mobilità sostenibile
L’ambito applicativo legato allo sviluppo della Mobilità sostenibile necessita di un ulteriore approfondimento e soprattutto dell’interazione del Gruppo Energia/ Edilizia sostenibile con gli altri Gruppi di Lavoro, in particolare quello dedicato alla Meccatronica, che detengono maggiori e più consolidate conoscenze del settore.

Gli strumenti deputati allo sviluppo della competenza distintiva sono:

A) Iren rinnovabili
Al fine di disporre di un soggetto adeguatamente strutturato sia dal punto di vista delle competenze che delle risorse economiche, il gruppo Iren ha recentemente costituito la società Iren Rinnovabili, che ha sede a Reggio Emilia ed ha definito nel suo piano industriale come mission quella di sviluppare energie rinnovabili sul territorio locale. Si è deciso di investire ingenti risorse nella provincia reggiana, puntando in particolare sul solare fotovoltaico, sul recupero a fini energetici di zone depresse e abbandonate come le discariche e sullo sviluppo del biogas/biomasse utilizzando ciò che offre il sistema territoriale (scarti agricoli e animali, residui, sfalci).

B) Laboratorio Iren Altervis e tecnopolo Reggiane
Al proprio centro di ricerca, costituito in partnership con l’Università di Modena e Reggio Emilia sin dallo scorso anno, Iren ha affidato il ruolo di coordinamento tra fase di ricerca (Crpa lab, En & Tech, Centro ricerche Iren) e fase realizzativa (la stessa Iren con Iren Rinnovabili e le imprese del settore energia-edilizia sostenibile del territorio). Ha inoltre un ruolo di trasferimento tecnologico e di indirizzo delle attività di ricerca in coerenza con le possibilità applicative.
Il centro-laboratorio Altervis per svolgere il compito strategico affidatogli nelle condizioni ottimali dovrà avere sede fisica nel cuore dell’Area nord e in particolare in stretto contatto con il Tecnopolo (area Reggiane). Sarà infatti questo il luogo fisico deputato alla ricerca e al trasferimento tecnologico per dare continuità alla rete di strutture avviate con il Programma Regionale per la Ricerca Industriale, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico, incrementando l’offerta di ricerca industriale.

Fase 3 – Nei prossimi mesi, anche a valle della finalizzazione del piano industriale di Iren, si avvieranno i diversi ambiti di intervento previsti dal progetto: l’insediamento del Laboratorio Iren Altervis, la progettazione e industrializzazione dei primi progetti individuati nell’ambito del Gruppo di lavoro, con il coinvolgimento diretto del mondo industriale della provincia.
Al tavolo di coordinamento, patrocinato dal Comune di Reggio Emilia e coordinato da Iren, saranno chiamati a prendere parte istituzioni scientifiche quali l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Arpa, Associazioni di categoria e Camera di commercio, l’assessorato allo Sviluppo economico e Innovazione, le imprese del territorio.

Gruppo di progetto Educazione

Responsabile del gruppo di lavoro: Carla Rinaldi, presidente di Reggio Children

Il Gruppo ha svolto 12 incontri bilaterali, in cui il documento è stato discusso con rappresentanti del mondo imprenditoriale e in 6 con testimoni privilegiati del mondo delle professioni (architetti, manager, designer, docenti universitari).
Inoltre sono stati svolti incontri di gruppo con costituzione di un gruppo di progetto che ha svolto due sessioni con lavoro in progress su documenti e report e l’apertura di un blog per facilitare gli scambi.

Fase 1 – Nella fase preliminare di analisi e diagnosi sono emerse le necessità di aumentare il livello di diffusione e valorizzazione del Reggio Approach, mettere in campo ulteriori azioni di protezione del marchio Reggio Children, sviluppare e migliorare le azioni di ricerca di finanziamenti, far conoscere maggiormente a livello locale e nazionale la mission di Reggio Children/Centro internazionale Loris Malaguzzi. E sono emerse varie potenzialità, come: il continuo interscambio con le scuole e i nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, l’internazionalità, la ricerca come modalità di approccio alla conoscenza che si estende a tutte le attività ed i processi della srl e che crea anche forme di autoformazione permanente, la ricerca per l’innovazione, la cultura dell’atelier.

Fase 2 – Il lavoro del Gruppo si è concentrato intorno alla costruzione dello scenario di sviluppo strategico del Centro internazionale Loris Malaguzzi e di conseguenza di Reggio Children. Il Piano strategico proposto prevede come Mission di sperimentare, promuovere e diffondere nel mondo educazione di qualità; come vision, il Reggio Approach come modello educativo di qualità; come obiettivi, creare 0/99 – Parco dei cento linguaggi.

La filosofia pedagogica del Reggio Approach è un’importante teoria sull’educazione e l’apprendimento, sul pensiero creativo e sistemico che non ha confini temporali, di età e geografici. Il progetto parte da una visione di “infanzia” non più come fase della vita, ma come attributo permanente della personalità dell’uomo. Infanzia intesa come qualità trasversale dell’essere umano e di alcune sue caratteristiche che possono essere preservate e alimentate: la curiosità, la capacità immaginativa, la capacità visionaria, quella progettuale, l’empatia. In questa visione, la cultura dell’infanzia diventa traino culturale ed economico di sviluppo per la città e le aziende.
Tutto questo si concretizza in un luogo, 0/99 il Parco dei Cento linguaggi, che si configura come un elemento propulsore, che pulsa nella città in un rapporto di ricezione e amplificazione.
Si rivolge a un pubblico che copre tutte le età, dalla prima infanzia alla anzianità. Si rivolge ai singoli, ai gruppi organizzati, ai familiari, alle scuole, alle aziende, ai gruppi di studio sull’esperienza educativa reggiana italiani e internazionali.
La strategia prevede la Cultura dell’atelier come motore di sviluppo di 0/99 Parco dei cento linguaggi. Gli Atelier sono intesi come luoghi dove, attraverso la sperimentazione, la riflessione e la narrazione, si costruisce conoscenza e know-how in un’ottica di economia della conoscenza. Fondamentale l’esperienza degli Atelier esistenti (Atelier Raggio di luce, Remida..), quelli che sono in embrione e atelier potenziali.
Agli Atelier cittadini esistenti (Raggio di luce, Remida, Reggionarra, “Di onda in onda” atelier dell’acqua e dell’energia) si affianca lo sviluppo di altri Atelier come: dei sapori (prossima apertura); sonoro digitale (prossima apertura); fotografico (prossima apertura); botanico; della anatomia della conoscenza; del corpo; gli intrecci artigianali; uomo natura; delle storie e della memoria; architetture della narrazione.

Un esempio di percorso proposto è Reggio Emilia città dei 100 linguaggi: un progetto di collaborazione tra Comune di Reggio Emilia e Istituzione scuole e nidi, Reggio Children, Associazione internazionale Amici di Reggio Children, Associazioni di categoria e altre associazioni di commercianti del centro storico. La finalità è far nascere un nuovo marchio “Reggio Emilia città dei 100 linguaggi” in grado di premiare la ricerca di qualità di esercenti dei luoghi pubblici di Reggio Emilia nell’accoglienza di bambini e famiglie. I luoghi scelti per l’avvio di questa sperimentazione sono ristoranti, alberghi, trattorie, bar e caffetterie della città, con l’auspicio riuscire presto ad allargare il progetto ad altri luoghi pubblici.

Si propone la localizzazione del 0/99 Parco dei cento linguaggi nell’area Reggiane.

L’area Reggiane infatti si sta specializzando verso una nuova visione di modello di sviluppo economico in un’ottica di economia della conoscenza con trasferimento tecnologico per vicinanza e collegamento col Tecnopolo; prossimità al Centro Internazionale Loris Malaguzzi; prossimità al centro della città; disponibilità di spazi; spazio di contaminazione e interazione; la prossimità al sistema infrastrutturale; valore simbolico dell’area Reggiane e Area Nord come luoghi che incarnano l’idea di un nuovo modello di sviluppo.

Fase 3 – Il programma di lavoro prevede ora di creare una nuova governance, la costruzione del piano industriale della srl Reggio Children, il riorientamento del Piano di sviluppo e del Piano di comunicazione con, per lo sviluppo, indicazione di specifiche azioni progettuali da perseguire per la realizzazione degli obiettivi e delle strategie individuati, dei soggetti da coinvolgere, degli strumenti da mettere in campo, dei tempi e delle fasi di lavoro e, infine, dei mezzi e delle risorse necessari. Approfondimento e verifiche sulla realizzazione di prodotti elaborati negli atelier in connessione con partners industriali e valorizzazione del marchio in tutti i rapporti di collaborazione con aziende, istituzioni, partner di vario tipo.
E per il Piano di comunicazione: riprogettazione del sito Internet e utilizzo di strumenti di divulgazione in linea con le forme di comunicazione più attuali (tv tematiche, social network). Inoltre l’idea di una settimana di approfondimento (Reggio Week) che consenta ampi confronti tra massimi esperti della comunità scientifico-letteraria e l’esperienza conoscitiva attuata negli atelier.

Gruppo di progetto Meccatronica

Responsabile del gruppo di lavoro: Aimone Storchi, presidente del Club Meccatronica

L’industria meccanica e meccatronica reggiana evidenzia un’elevata competitività misurata – prima della crisi – sia attraverso le sue crescenti quote di mercato che attraverso la capacità di adeguare e trasformare i propri prodotti con nuove soluzioni tecnologiche. Si può affermare che le imprese reggiane del comparto producono valore in maniera direttamente proporzionale al grado di “conoscenza” disponibile al proprio interno, in termini sia di progettazione che di produzione. Il successo della meccanica reggiana si è basato nell’ultimo decennio su questa capacità di produrre innovazione a partire della conoscenza interna. Il ruolo del territorio e dell’indotto sono stati fondamentali per questo successo, come dimostra la presenza di subfornitori strategici.

Il Gruppo individua azioni praticabili a livello territoriale:
1 – Mantenere continuo lo sforzo in ricerca, sviluppo e innovazione (external research)
Mantenere continuità tra ricerca e sviluppo significa aiutare le imprese ad affrontare la ricerca di nuove soluzioni e applicazioni anche in fasi produttive in cui risulta più complesso dedicare risorse alla sola ricerca. Questo potrebbe avvenire attraverso forme di “ricerca esterna” realizzate in collaborazione con laboratori terzi.
2 – Mediare tra conoscenza interna e conoscenza esterna (brokers and marketing)
Permettere alle imprese di avvalersi di ricerca attraverso una mediazione tra esigenze dell’azienda e capacità di ricerca applicata esistente presso centri ed enti di ricerca. Questa azione di mediazione implica conciliare due diverse prospettive di ricerca applicata – quella delle aziende e quella dei centri di ricerca universitari – cercando di massimizzare il beneficio per entrambi gli attori.
3 – Selezionare fornitori strategici anche a livello territoriale (scouting)
La selezione di fornitori strategici potrebbe divenire un elemento cruciale di competitività nei prossimi anni. Offrire un servizio di supporto all’individuazione di specializzazioni a livello provinciale regionale e nazionale consentirebbe alle imprese di preservare le reti locali di collaborazione.
4 – Aiutare le imprese nel costante bisogno di aggiornamento tecnologico (technology watch)
Essendo l’evoluzione tecnologica dei prodotti un elemento chiave di competitività, occorre pensare a un supporto che faciliti la crescente contaminazione tra applicazioni (meccatronica) e permetta di “accedere” a un osservatorio privilegiato sulle evoluzioni tecnologiche di riferimento.
5 – Ipotizzare nuove applicazioni (innovation and creative solutions)
Aiutare le imprese a fare ricerca, significa creare un contesto favorevole all’innovazione e alla soluzione innovativa applicate ai prodotti “tradizionali”. Ciò significa comprendere le esigenze esplicite e latenti delle imprese per individuare nuovi e ulteriori ambiti di ricerca. Anche in questo caso il supporto di attori strategici a livello territoriale risulterebbe particolarmente efficace. Si tratta, in definitiva, di creare i presupposti affinché il distretto industriale della meccanica di Reggio Emilia rafforzi la propria identità di cluster tecnologico. Un simile “distretto” è il prodotto di una diffusa cultura di Ricerca e Sviluppo indirizzata ad accrescere il valore della produzione in termini di soluzioni innovative. Una modo di pensare e agire che è, allo stesso tempo, frutto di conoscenze interne alle imprese, di ricerca continua, di contaminazione tra discipline, di condivisione di esigenze e know-how tra le aziende stesse e gli enti di ricerca.
Mai come in questa fase di evoluzione si avverte l’esigenza di affrontare il tema del rafforzamento di una tale cultura a livello territoriale per permettere alla meccanica reggiana di continuare ad essere competitiva nel mondo.

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